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Pronuncia del pinyin: i suoni del cinese più difficili per un italiano
Maca Laoshi, insegnante di cinese mandarino
Aggiornato il 20 ottobre 2026 · 8 minuti di lettura
Il pinyin usa le lettere dell'alfabeto latino, ma molte non si leggono come in italiano. Le cose più difficili: b, d e g si distinguono da p, t e k per un soffio d'aria, non per la voce; la c non si legge mai come in «casa» o in «ciao», la x e la q non hanno niente a che vedere con le nostre, e zh, ch, sh e r portano la punta della lingua all'indietro. In più, il cinese ha vocali che l'italiano standard non ha, come la ü e la e di 饿 è, e una «i» che dopo z, c, s, zh, ch, sh e r non suona come una i. Con le tabelle di questa guida puoi leggere bene quasi ogni sillaba; i toni si esercitano a parte.
Il pinyin non si legge come l'italiano
Il pinyin, approvato in Cina nel 1958, ha scelto le sue lettere per i suoni del cinese, non per quelli dell'italiano: la x non suona come in «taxi», la q non è quella di «quando», la c non è né quella di «casa» né quella di «ciao», e la h non è muta. Leggi ogni lettera come un simbolo nuovo e controlla sempre con l'audio.
b, p, d, t, g, k: la differenza è l'aria
In italiano la b si distingue dalla p perché fa vibrare le corde vocali. In cinese no: b, d e g suonano come la p, la t e la c dura dell'italiano, senza vibrazione; p, t e k sono le stesse, ma con un soffio forte, che si chiama aspirazione. L'italiano non ha questo soffio, quindi è la parte da allenare di più.
| Pinyin | Come suona | Esempio | Attenzione a… |
|---|---|---|---|
| b | Come la p di «papà» | 爸 bà, papà | Non farla sonora come la b di «bambino» |
| p | Una p con un soffio forte | 怕 pà, avere paura | Senza il soffio, pà si sente come bà |
| d | Come la t di «tavolo» | 大 dà, grande | È più vicina alla t che alla d |
| t | Una t con un soffio forte | 他 tā, lui | Senza il soffio, si confonde con la d |
| g | Come la c di «casa» | 狗 gǒu, cane | Mai come la g di «gelato»: 哥哥 gēge |
| k | Una k con un soffio forte | 口 kǒu, bocca | gǒu e kǒu cambiano solo per l'aria |
Prova con la mano davanti alla bocca: con p, t e k devi sentire l'aria; con b, d e g, quasi niente. E non stupirti se senti una b più morbida nel secondo 爸 di 爸爸 bàba: nelle sillabe in tono neutro, b, d e g a volte diventano sonore.
z, c, s: la c suona «ts»
La z è sempre la z sorda di «pizza», una «ts» senza soffio: 在 zài (trovarsi in). Mai la z sonora di «zona». La c è la stessa «ts», con un soffio forte: 菜 cài (piatto, pietanza). Attenzione: la c del pinyin non suona mai come in «casa» né come in «ciao». La s è la s sorda di «sole»: 三 sān (tre). Resta sorda anche tra due vocali, dove al Nord in italiano diventa spesso sonora.
zh, ch, sh, r: la punta della lingua va all'indietro
Per queste quattro, la punta della lingua sale verso la zona dietro le gengive superiori, un po' più indietro che per la s. Non serve arrotolarla.
| Pinyin | Come suona | Esempio | Attenzione a… |
|---|---|---|---|
| zh | Come la c di «ciao», con la lingua più indietro | 中国 Zhōngguó, Cina | Non è uguale a z |
| ch | Uguale a zh, con un soffio forte | 吃 chī, mangiare | Ha molta più aria della c di «ciao» |
| sh | Come la sc di «scena», con la lingua più indietro | 书 shū, libro | Non è s: 是 shì non è 四 sì |
| r | Come sh, ma con la voce | 人 rén, persona | Non vibra mai come la r italiana |
La r cinese assomiglia alla g di «garage» o alla j francese di «jour», con la lingua più indietro; alcuni la fanno più morbida, vicina alla r inglese. E se senti z, c, s al posto di zh, ch, sh, è normale: succede con molti parlanti che non sono di Pechino.
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Vedi l'appj, q, x… e la h
j, q e x si fanno alzando la parte anteriore della lingua contro il palato, più o meno nella posizione della gn di «gnomo». Vanno sempre prima di i o di ü, anche se la ü si scrive u: ju, qu, xu.
| Pinyin | Come suona | Esempio | Attenzione a… |
|---|---|---|---|
| j | Simile alla c di «ciao», con la lingua piatta contro il palato | 家 jiā, casa | È senza soffio e senza voce |
| q | Come la j, con un soffio forte | 去 qù, andare | Mai come la q di «quando» |
| x | Simile alla sc di «scena», con la lingua piatta contro il palato | 谢谢 xièxie, grazie | Non è la x di «taxi» |
| h | Un soffio in fondo alla bocca | 好 hǎo, bene | Non è mai muta |
La h cinese va da una h aspirata, come quella dell'inglese «have», a un suono più raschiato in fondo alla bocca. Se conosci la gorgia toscana, è molto vicina alla c di «la casa» detta da un fiorentino: [la ˈhasa]. Non serve raschiare forte: basta un soffio deciso.
Le vocali che l'italiano non ha
| Pinyin | Come suona | Esempio | Attenzione a… |
|---|---|---|---|
| ü | Una «i» con le labbra arrotondate, come per «u» | 绿 lǜ, verde | 绿 lǜ (verde) non è 路 lù (strada) |
| e | Lingua come per «o», labbra non arrotondate | 饿 è, avere fame | In ie, üe ed ei è una e normale: 谢 xiè |
| i dopo z, c, s, zh, ch, sh, r | Non è una i: la consonante continua a suonare, con la voce | 字 zì, carattere | 四 sì (quattro) non fa rima con 西 xī (ovest) |
| er | Vocale rilassata con la punta della lingua all'indietro | 二 èr, due | La r non vibra |
La ü è la u francese di «lune» o la ü tedesca, e la stessa che senti in diversi dialetti del Nord, come il lombardo «pü» (più) o «dür» (duro). Dopo j, q, x e y si scrive senza puntini, ma resta ü: 去 qù (andare), 学 xué (studiare), 鱼 yú (pesce). Solo con n e l si scrivono i puntini, perché esistono anche nu e lu: 女 nǚ (donna) e 努 nǔ (sforzarsi).
Finali che ingannano
-n e -ng
La -n è la n di «non», con la punta della lingua in alto. La -ng è la n di «banco» o di «anche»: il dorso della lingua tocca il palato e la g non si pronuncia. Cambiano la parola: 饭 fàn (pasto) e 放 fàng (mettere); 新 xīn (nuovo) e 星 xīng (stella).
ian suona quasi «ien»
In ian, la a si chiude e suona quasi come una e, come in «iene»: 天 tiān (cielo, giorno), 钱 qián (soldi), 见 jiàn (vedere). Lo stesso succede in yuan, juan, quan e xuan: 远 yuǎn (lontano). In uan (guān, huān), invece, la a resta a.
iu, ui, un nascondono una vocale
Sono abbreviazioni di iou, uei e uen: 六 liù (sei), 对 duì (giusto), 困 kùn (avere sonno). La vocale nascosta si sente soprattutto con il terzo e il quarto tono; con il primo e il secondo, alcuni parlanti quasi non la dicono, come in 牛 niú (bue, mucca) o 春 chūn (primavera).
Come esercitarti
- Lavora con coppie che cambiano per un solo suono: bà e pà, gǒu e kǒu, zài e cài, sì e shì, lù e lǜ, fàn e fàng.
- Registrati e confronta con l'audio di un madrelingua.
- Ripassa la tabella del pinyin riga per riga e confronta quelle che si somigliano, come z, zh e j.
- Aggiungi i toni dopo, con i 4 toni e le coppie di toni.
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Domande frequenti
Come si pronuncia la x in pinyin?
Più o meno come la sc di «scena», ma con la lingua piatta contro il palato, nella posizione della gn di «gnomo». Mai come la x di «taxi»: così comincia 谢谢 xièxie (grazie).
Qual è la differenza tra b e p in cinese?
L'aria, non la voce. La b cinese assomiglia alla p italiana, che è senza soffio; la p cinese è una p con un soffio forte. Lo stesso vale per d e t, g e k, z e c, zh e ch, j e q.
Come si pronuncia la r in cinese?
Non vibra mai. La punta della lingua va all'indietro, come per sh, e si aggiunge la voce: 人 rén (persona). Assomiglia alla g di «garage» o alla j francese di «jour», con la lingua più indietro.
Come si pronuncia la ü?
Di' «i» e, senza muovere la lingua, arrotonda le labbra come per dire «u». È la u francese o la ü tedesca, e anche quella di dialetti del Nord come il lombardo («pü», più). Dopo j, q, x e y si scrive senza puntini (去 qù, 鱼 yú), ma suona uguale.
Perché la i di 是 shì non suona come una i?
Perché dopo z, c, s, zh, ch, sh e r la i non è una vocale: la consonante continua a suonare, con la voce. Per questo 四 sì (quattro) e 西 xī (ovest) suonano molto diversi.
Maca Laoshi, nata a Pechino, insegna cinese mandarino da oltre 22 anni e ha avuto più di 1.500 studenti. Con il figlio Manu Shi, che ha oltre 93.000 iscritti su YouTube, ha creato Macalaoshi, un'app che ti sfida a superarti carattere dopo carattere. Pochi insegnanti di cinese possono vantare entrambe le cose: un'app tutta loro e un canale così.
Fonti
- Schema del pinyin (汉语拼音方案, 1958): la ü senza puntini e le abbreviazioni iu, ui, un.
- Lee e Zee (2003): i suoni del cinese di Pechino in alfabeto fonetico.
- San Duanmu (2005): la r del cinese e la «i» di zi e zhi.
- Fonologia del cinese mandarino: aspirazione, retroflesse e vocali.
- Il pinyin: come suona ogni iniziale e ogni finale.
- Il pinyin su Wikipedia in italiano: la h come la «c toscana», la c come una z aspirata.
- Stevens e Hajek (2010), Interspeech: in italiano standard p, t, k sono descritte come non aspirate, e b, d, g come sonore.
- Fonologia della lingua italiana: la n diventa velare [ŋ] davanti a c e g dure, come in «anca».
- La lettera Z in italiano: z sorda (vizio) e z sonora (zona).
- La gorgia toscana: «la casa» pronunciato [la ˈhasa].
- Il suono di «garage» e della j francese di «jour», assente nell'italiano standard.
- La vocale [y] (ü): in francese, in tedesco e in lombardo, piemontese e ligure («pü», «dür»).
- Dizionario MDBG: pinyin e significato degli esempi.
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